Dieta (o Protocollo) Meta seguita da Noemi

Quando si vuole perdere del peso superfluo ci si prefigge un unico obiettivo, quello di tornare nel proprio peso forma. Questo non è il peso che si vuole raggiungere per seguire dei canoni di bellezza specifici, ma piuttosto per esporre l’organismo al più basso rischio di contrarre patologie di qualunque genere. Il grasso in eccesso non fa altro che esporre l’individuo a una serie di rischi anche piuttosto gravi per la propria salute.

Rimettersi in forma cosa vuol dire? Seguire delle diete? In questo campo le strade perseguibili sono diverse e con il passare del tempo si sono evolute una serie di teorie che possono essere più o meno efficaci. La scelta dipende molto dai risultati che si vogliono ottenere e dai tempi in cui lo si vuole fare. La dieta META è una delle ultime tendenze per quello che riguarda il rimettersi in forma.

Un acronimo che sta ad indicare l’espressione Medical Education Transform Action, protocollo messo a punto da una dietista: Monica Germani. Nel caso in cui si decida di seguire l’alimentazione META o una qualunque dieta, si raccomanda di chiedere un preventivo consulto medico evitando il dannoso e per nulla efficace fai da te.

Cos’è la dieta Meta

Si tratta di un metodo che non si basa in maniera esclusiva sull’idea che sia sufficiente apportare un taglio alle calorie. La convinzione che è alla base di questo metodo va a toccare il benessere della persona a 360 gradi.

Il punto di partenza è quindi chiaro, non ci si pone degli stereotipi estetici provenienti dall’esterno ma sii presta attenzione unicamente a quella che è la propria fisicità. Il corpo deve essere accettata e questo è indispensabile, per creare un’immagine di sé che sia positiva ed armoniosa allo stesso tempo. A contribuire alla notorietà di questo metodo è stata la cantante Noemi che con 15 chili in meno ha sfoggiato una linea invidiabile.

Si parte non dal corpo ma dalla personalità, per riuscire ad avere dei risultati che non siano solo momentanei ma duraturi nel tempo. Si tratta di un metodo che può essere applicato a chiunque permettendo una totale trasformazione della persona in sovrappeso che non solo riuscirà a perdere peso, ma cambierà anche il modo di vedersi, accettandosi. Il metodo sembra essere efficace qualunque sia il livello di sovrappeso, che si tratti di qualche chilo in più o di una più grave obesità.

Questo è possibile perché l’approccio è estremamente personalizzato. Quindi non si applica uno stesso protocollo per tutti. A seguire il paziente ci sarà un intero team di esperti che sarà in grado di indicare quello che è il percorso migliore per trovare un nuovo equilibrio per il peso corporeo. Si andranno quindi a unire momenti in cui ci si soffermerà sulla psicologia della persona, con rieducazione fisica ad altri di insegnamento del come mangiare nella maniera giusta. Le ricerche condotte a tal proposito sono estremamente innovative e frutto di ricerche molto avanzate.

Come funziona

La dieta META prevede di profila l’individuo in base a quelle che sono le sue caratteristiche individuali. A cooperare alla compilazione del piano di dimagrimento, cooperano medici di medicina generale, pediatri, endocrinologi, cardiologi, psicologie, psichiatri e gastronterologi.

Una cooperazione dovuta all’idea che il sovrappeso è un problema che parte da molto lontano e non risiede solo ed esclusivamente nell’eccessivo consumo di calorie. Un piano che non è solo una dieta ma un protocollo medico pensato per le persone in sovrappeso anche grave.

Viene elaborato un percorso di trasformazione graduale che affronta gli aspetti psicologici dell’obesità. Si basa sul filo body positivity, con una rieducazione fisica, comportamentale, estetica che vuole cambiare tutti i tratti della personalità dell’individuo che vanno a favorire il sovrappeso.

Ci si deve allontanare dagli stereotipi estetici e ci si concentra sull’equilibrio individuale, che presenta alla base l’accettazione del corpo e della propria natura. Questo perché anche nel momento in cui si perde peso è possibile che vi siano caratteristiche fisiche che non soddisfano l’individuo.

Una dieta che si adatta a tutti e per la quale nessun cibo è precluso. 3 sono le fasi in cui viene diviso il percorso. Innanzitutto si inizia con la diagnostica, per poi passare alla fase operativa e infine a quella di mantenimento. Il team che viene messo a disposizione del paziente serve sia per la riabilitazione interiore che quella esteriore.

Le 3 fasi nello specifico

Si inizia con l’esame del DNA. Il punto di partenza che permette di creare una dieta su misura per il soggetto che si è rivolto agli esperti. Il protocollo Meta infatti tiene conto di quello che è tutto il background genetico e comportamentale del soggetto. Questa analisi permette di vedere se ci sono delle intolleranze, se vi sono delle alterazioni livello cardiovascolare e ormonale.

In questo modo si evita di intraprendere dei percorsi sbagliati che non portano ad alcun risultato. 50 saranno i geni analizzati in questa fase, per riuscire a scoprire tutte le possibili alterazioni metaboliche. Dopo l’analisi del proprio DNA si sposta l’attenzione su quella che si può definire fase pratica. In questo caso si studiano le abitudini alimentari, quelle rinunce che deprimono il soggetto e quegli alimenti che appagano l’umore.

come funziona la dieta meta

Una fase estremamente introspettiva che serve per conoscere se stessi, per capire dove si vuole arrivare. Insomma, il presupposto è che la perdita del peso non è mai fine solo a se stessa. L’esplorazione viene condotta grazie a una serie di esercizi, di test di autovalutazioni a cui ci si sottopone per chiarire quelli che sono dei falsi miti dell’alimentazione.

Ci sono infatti degli inganni sella mente che spingono a rifugiarsi nel cibo. Occorre quindi, accettare quelli che sono i propri pregi e anche i propri difetti. “La dieta è solo un compromesso tra scienza, società, motivazione, abitudine, consapevolezza e accettazione”. Questo è quello che afferma la stessa creatrice della dieta META Monica Germani. Quello che serve sono le strategie corrette, non occorre pensare alla dieta come un sacrificio. Non si sta rinunciando a qualcosa, ma si sta andando alla ricerca di altro.

Occorre chiedersi, quali sono i risultati che si vogliono ottenere e soprattutto in quanto tempo. Inoltre è importante dare importanza al cibo che si mangia. Non si mangia in maniera compulsiva e meccanica, occorre assaporare ogni singolo boccone. La terza e ultima fase è quella del mantenimento, la pia delicata dell’intero percorso. Si affronta con nutrizionista e psicoterapeuti che permettano di avere un approccio completamente nuovo al cibo. Maturare delle certezze che permettano di non tornare indietro. Si tratta di una fase che dura circa un anno.

Protocollo META e l’importanza dell’approccio psicologico

Il protocollo META la rende una dieta distante da tutte le altre. L’obiettivo è quello comune di far dimagrire le persone ma oltre a questo vuole dare loro un nuovo equilibrio nel percorso della perdita del peso. Gli esperti dicono che il metodo vuole semplicemente far prendere coscienza, convinti che il sovrappeso sia solo una percezione errata del corpo quando ci si guarda allo specchio. Si devono andare a sradicare quelle che sono le insicurezze dell’individuo.

Solo dopo si passa ad analizzare lo stile di vita e le abitudini personali andando a proporre delle azioni che possano essere inserite all’interno della quotidianità di una persona. Nel momento in cui questa fase è superata si procederà con le indicazioni a livello nutrizionale, che anche in questo caso, non sono standard, ma si basano sulla persona che ha richiesto il consulto.

Un processo che può essere sia lungo che breve. Occorre capire quanto la persona sia propensa al cambiamento consigliato. Chi ha elaborato la dieta META ha poggiato buona base degli studi sull’approccio psicologico, e sembra essere quello più importante. Non è possibile partire dal presupposto che una qualunque dieta possa adattarsi a tutti. Sono molti i professionisti che hanno deciso di formarsi proprio sull’aspetto psicologico del perdere peso.

Credendo che alla base di tutto vi sia l’educazione alimentare che permetta di scegliere l’alimentazione corretta che non sia causa di un aumento di peso. Agire a livello psicologico è importante per sostenere la motivazione del paziente, per arrivare in fondo al trattamento e raggiungere gli obiettivi che si è prefissato. Inoltre la motivazione è indispensabile per evitare i disturbi del comportamento alimentare che possono essere causa del sovrappeso. La persona viene studiata come individuo e non viene considerata un computer, come spesso succede nella società moderna.

La dieta

Nonostante sia un metodo che negli ultimi anni ha riscosso molto successo, non è possibile dare indicazioni in merito a quello che può essere un esempio di dieta META e dei cibi utilizzati. A riguardo non vi sono delle indicazioni specifiche, quindi sembra lecito pensare che ci si basi sulla classica dieta mediterranea consigliata anche dalle linee guida dell’OMS. Se fosse questo il modo di operare di chi decide di applicare il META si sarebbe comunque nel modus operandi di un bravo professionista.

Il tutto però parte dal test delle intolleranze che è indispensabile per comprendere se ci sono cibi da eliminare dall’alimentazione del soggetto. Le informazioni ufficiali su questo metodo purtroppo son ancora troppo poche. Resa più conosciuta dal marketing e dalla pubblicità, piuttosto che da trattati scientifici, resta il fatto che sembra un regime alimentare o meglio un modello di azione efficace, che porti risultati duraturi nel tempo. Resta indispensabile farsi seguire da uno specialista.

Articoli più letti
Carrello
Il tuo carrello è vuoto
Add to cart